Fondazione Musicale | Zampogna
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Zampogna

Il termine Zampogna deriva verosimilmente da sinfonia (dal greco συμφωνία che può essere tradotto insieme di suoni).

Con questo strumento, infatti, una singola persona può far suonare contemporaneamente fino a cinque canne. Ciò è possibile perché le canne non sono insufflate direttamente dalla bocca del suonatore, ma dall’aria contenuta in una sacca di pelle di ovino, detta otre.

Il suonatore soffia nella sacca per tenerla gonfia e nello stesso tempo la schiaccia per far uscire l’aria da un ceppo al quale sono attaccate le canne, dotate di ancia; alcune canne, dette di bordone, producono un suono fisso mentre altre, provviste di fori, sono in grado di modulare i suoni e realizzare quindi delle melodie.

Anche in questo caso, com’è accaduto per tutti gli strumenti musicali, la moderna Zampogna rappresenta l’evoluzione di strumenti che si trovano già raffigurati in reperti dell’antichità.

Molti strumenti simili si diffusero nel Medioevo e nel Rinascimento in tutta Europa, assumendo denominazioni varie (Cornamusa, Zampogna in Italia, Bagpipe e Sackpfeife nell’area anglosassone, Musette in Francia, Gaita in Spagna). Fra questi il più conosciuto è la Cornamusa, molto simile alla Zampogna.

Il principio di funzionamento della Cornamusa è, infatti, simile a quello della Zampogna, con la differenza che nella Cornamusa le canne non sono attaccate al ceppo ma direttamente alla sacca; inoltre essa è dotata di una sola canna munita di fori e può produrre quindi una sola melodia, mentre nella Zampogna le canne con i fori sono due, la ritta e la manca, suonate con entrambe le mani per modulare due melodie distinte.

CIARAMELLA

La Zampogna viene suonata quasi sempre in coppia con un altro strumento, la Ciaramella. Si tratta di uno strumento ad ancia doppia, come quella usata per l’Oboe; la Ciaramella, infatti, viene chiamata l’Oboe dei poveri.

La costruzione di Zampogne e Ciaramelle, un tempo diffusa in molte parti d’Italia, è ora realizzata quasi esclusivamente a Scapoli in Molise e si rifà a tecniche antichissime basate su segreti tramandati da maestro ad allievo.

L’ultimo e forse il più grande costruttore di Zampogne e Ciaramelle di Scapoli fu Gerardo Guatieri (1920-2004).