Fondazione Musicale | Cimbalom (Zimbalom)
11125
page-template-default,page,page-id-11125,edgt-core-1.0.1,ajax_leftright,page_not_loaded,,hudson-ver-1.9,vertical_menu_enabled, vertical_menu_left, vertical_menu_width_290,smooth_scroll,side_menu_slide_from_right,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive

Cimbalom (Zimbalom)

Il Cimbalom ungherese appartiene alla multiforme famiglia dei Salterii, strumenti a corde tese su una cassa dalle dimensioni più varie, percosse o più raramente pizzicate o sfregate con l’arco.

Nel Cimbalom le corde vengono percosse mediante bacchette di legno con la testa ricoperta di pelle, cotone o altro materiale.

Ha avuto una grande diffusione soprattutto in Ungheria e presso le comunità Rom nel XVIII e XIX secolo.

Alla fine dell’Ottocento ha ampliato le sue dimensioni e si é dotato (ad opera di Joseph Schunda) di smorzatori azionati, come nel pianoforte, da un pedale. Anche la tecnica di esecuzione ha subito un’evoluzione che, utilizzando più di due bacchette, ha permesso virtuosismi particolari oltre alla produzione di doppie note ed accordi.

Fortemente caratterizzante nei complessi di musica etnica e popolare come strumento solistico o d’insieme, ha trovato spazio anche nella musica classica: Liszt, Ravel, Bartok, Strawinski, Stockhausen ed altri autori lo hanno inserito in loro composizioni.